Questo fiore all'occhiello della Ricerca in LSHS.e (a cura dell'Osservatorio)
[Il documento di lavoro di seguito trascritto, pinzato su cinque pagine che riassume il progetto scientifico del Campus Condorcet, è stato rinvenuto sul piazzale delimitante la futura sede del Campus ad Aubervilliers; queste pagine giacevano in un sacchetto di plastica contenente anche una maschera chirurgica usata e una fiala vuota di gel idroalcolico. Un archivista in visita, appassionato di salvataggio della letteratura grigia, ha sfidato i rischi per la salute per estrarre e trasmetterci questi due preziosi testi, testimoni di un'intera epoca, forse anche forieri dell'avvento di un'epoca ancora più terrificante].
I primi giorni di questa primavera, così poveri di buone notizie, ci portano tuttavia un grande conforto: la pubblicazione del “Progetto scientifico Campus Condorcet”. Nessuno ignora che lo Stato, nella sua infinita generosità, finanzia la costruzione della radiosa città delle scienze sociali e umane sui territori un tempo vergini di Aubervilliers e Saint-Denis, dove l’orticoltura d’altri tempi, temporaneamente soppiantata dall’agricoltura Il prospero commercio di erba e crack sarà definitivamente sostituito dalla cultura della mente. Imponenti edifici emergono ogni giorno dalla terra come per magia, pronti ad accogliere il meglio della ricerca e dell'alta formazione. Nella bozza allegata si forniscono i dettagli: CRH, CASE, CERCEC, CRCAE, CRLAO, CEIAS, CERH, CETOBAC, CCJ, IMAF, IISM, CESOR, LAS, IIAC, CAK, FFJ, CEH, CEMS, CGS, IDHA, CREDA, CIRESC, EPHE, IRIS, CESPRA, ANHIMA, CESOR, CASE, CERH, CEH, CECMC, IISM, TEPSIS, LIER, CMH, IESR, CERAP, CRESPPA, CERAL, CLAMOR, IHTP, LEM, LAMOP, GSRL, CRAL, CGS , DIA, IJN, AOROC, ENC, EXPERICE, HISTARA, LAMOP, IRHT, IHTP, LSCP, CRIDUP. Contrariamente alle apparenze, non si tratta della trascrizione del genoma dell'Homo accademico gallicus. A questi nomi affascinanti rispondono i team d'avanguardia nelle scienze umane. Questi team saranno chiamati ad assumersi l’entusiasmante compito di “ridisegnare i contorni” e “descrivere la nuova configurazione della conoscenza all’interno del SHS”. Sotto la prosa austera di un documento amministrativo, si sente palpitare l'entusiasmo giovanile, la cui metafora del “seno” evoca la tenera sensualità, la stessa sensualità che ritroveremo più avanti nel programma di ricerca su “La dieta e il”. agenzia di emozioni e sensibilità.
Come possiamo realizzare questo ambizioso progetto? La soluzione è tanto semplice quanto geniale, delineata mirabilmente in poche parole dalla penna attenta e dal cervello potente del redattore: basterà “esporre temi trasversali su collaborazioni esistenti o possibili future”. Stiamo morendo dalla voglia di sapere quali sono questi temi trasversali così promettenti?
Il documento non tarda a soddisfare la nostra curiosità. Apprendiamo che il Campus sarà un “laboratorio” dove si studieranno tante tematiche innovative, come “l'Antropocene”, “uomo e natura”, “ambiente ed economia”. Metteremo in discussione questa stantia traccia del passato che è “il quadro nazionale”, a favore del “transnazionalismo e dell’internazionalizzazione”, con l’intento di comprendere meglio, o addirittura incoraggiare “la migrazione e la mobilità”. Tutti si impegneranno volentieri nella ricerca su “forme di conflitto e istanze di dominio”, con particolare enfasi sugli “studi delle intersezionalità: status, classe, etnia, razza, genere, religione”. Non possiamo che applaudire la temerarietà di questo disegno: dopo un lungo periodo in cui le forze reazionarie hanno astutamente steso una pesante coltre di censura sulle scienze sociali, sostenendo che classe, etnia, razza e genere non sono entità inesistenti, semplici artifici di costruzione sociale, ecco che il Campus si prepara a restituire tutta la loro legittimità scientifica a queste nozioni ingiustamente trascurate.
Liberatorio sarà il suo gesto. Grazie a “metodi e approcci alternativi” che ci permettono di “produrre narrazioni decentrate […] e le loro scale temporali”, illuminate dalle conquiste rivoluzionarie di “ studi di confine spunterà l'alba delle "scienze sociali decentrate", le uniche a "permettere alle SHS di sfuggire agli effetti prodotti dalla loro associazione con l'espansione coloniale nel XIX secolo".e secolo ". Così, promesse alla “pluri-, inter- e trans-disciplinarità” (PIT+), le scienze sociali potranno finalmente lavorare liberamente verso “la decolonizzazione della conoscenza”.
Il compimento di questa nobile missione non sarà privo di insidie. Il documento si conclude con l’accenno a misteriosi “pericoli (interni ed esterni) [qui] pesano oggi sulle scienze umane e sociali. Per questo il progetto raccomanda la “creazione di un ‘Osservatorio delle scienze sociali’, ospitato nel Campus, che studi la situazione (teorica ma anche sociale e politica) delle scienze sociali”. Senza dubbio, questa è la soluzione già pronta agli intrighi disastrosi del governo e dei parlamentari che, intromettendosi in ciò che non li riguarda e alzando una mano sacrilega sull’autonomia accademica, osano immaginare un’indagine sui presunti eccessi militanti nel mondo accademico. scienze umane. Stiamo certi che queste scienze sapranno osservarsi con questa proverbiale obiettività che le caratterizza, per dare un giudizio imparziale che nessuno potrà contestare. Chi ha detto che il futuro è cupo e che non viviamo nel migliore dei mondi immaginabili?
Fatto a Aubervilliers, il 1er Aprile 2021
Firma illeggibile
Allegato “CAMPUS CONDORCET/PROGETTO SCIENTIFICO. Schema e documento di lavoro”.