dal collettivo nel suo complesso
Negli ultimi giorni sono state inviate diverse lettere dei censori della Sorbonagra. Uno di questi in particolare ci fa reagire poiché mostra la vacuità degli scambi. Leggeremo qui in questo articolo la nostra risposta all'amministratore provvisorio della Sorbona.
Il caso dell’articolo 1269
In una lettera recentemente pervenuta all'Osservatorio, l'amministratore provvisorio della prestigiosa Università della Sorbona di Parigi attacca l'Osservatorio per far ritirare un articolo pubblicato otto mesi fa. L'accumulo di accuse contro di noi inizia a pesare: uno sguardo indietro a un'indagine in acque agitate.

Torniamo ai fatti
Per cominciare, torniamo ai fatti.
La lettera del 3 novembre ci spiega che il Rettore dell'Università ha concesso una tutela funzionale ad un collega, cosa del tutto rispettabile. Questa protezione viene concessa a seguito delle minacce pubblicate nelle “riviste di notizie” online. È ovvio che l’Osservatorio del decolonialismo e delle ideologie identitarie non c’entra nulla, ma possiamo tranquillamente immaginare che in questo tipo di situazioni potrebbe essere necessario cancellare testi schiaccianti.
Cos'è?
La lettera ci ordina di non pubblicare un articolo intitolato “La Sorbona e la scrittura inclusiva: notizie dal fronte” pubblicato il 19 gennaio 2021. In questo articolo, “l'agente (sic) ritiene di essere stata attaccata sulla sua persona, in particolare dalla pubblicazione di "una fotografia scattata a lei nella grande aula magna della Sorbona".
Diciamolo subito: non abbiamo mai pubblicato foto del nostro collega scattate nel "grande anfiteatro" (ovviamente ci vuole troppo tempo per scrivere per il Presidente dell'Istituzione) ma abbiamo estratto un'immagine da un video liberamente accessibile su YouTube luogo di una conferenza tenuta in sua qualità dall'agente, senza dubbio nell'ambito delle sue funzioni. Come spiegava chiaramente l’articolo, il video è liberamente consultabile a questo indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=qVonX927VLA . Finalmente: liberamente visualizzabile… Il video è ancora soggetto a un limite di età secondo le regole della community di YouTube. Dà fastidio a YouTube, ma non alla Sorbona.
Il convegno, tenutosi a Milano e non a Parigi…, dal titolo “Norm eterosessuali, norm sacrificali” ci permette di osservare il lavoro della collega che conclude quindi la sua conferenza completamente nuda. Per rispetto dell'agente, riproduciamo un estratto della conferenza rispettando il suo anonimato:

In questo contesto è difficile comprendere come la Sorbona possa confondere il grande anfiteatro con questa mascherata; e soprattutto: come avrebbe potuto il Presidente dell'onorevole Istituzione immaginare che i suoi agenti potessero insegnare in tale veste nel grande Anfiteatro?
E ancora: come non rimanere scioccato nell'apprendere che un "agente" insegna così vestito in quello che crede essere il grande Anfiteatro, ma rimanere scioccato d'altra parte che l'Osservatorio, che fonte e mette il collegamento al video originale, parlarne?
Pensiamo di sognare.
Basta guardare questa foto per porsi qualche domanda:
- Non assomiglia per niente al grande anfiteatro della Sorbona;
- Cosa ci faceva vestita così se i servizi presidenziali immaginavano che fosse un grande anfiteatro? Se un insegnante della Sorbona pratica il nudismo nell'aula magna (cosa che i servizi presidenziali sembrano postulare senza trovarci nulla di sbagliato), chi fa del male a chi?
Il nostro articolo si limita a ripetere esattamente i commenti dell'“agente” che mettiamo tra virgolette, non c'è nessun insulto o diffamazione o altro. Per quanto riguarda lo screenshot, è stato scattato in un luogo pubblico durante una conferenza pubblica, non c'è il minimo accenno di violazione della privacy.
Ma forse il curatore provvisorio dovrebbe leggere più attentamente il testo del suo agente:
“Questa performance presenta infatti molte caratteristiche costitutive del post-porno: abolizione della distinzione tra pubblico e privato, uso dell’ironia, rottura con la dicotomia soggetto/oggetto, cancellazione del confine tra cultura legittima (arte) e produzioni culturali illegittime (pornografia). ), coinvolgimento degli spettatori, esposizione pubblica di pratiche tradizionalmente registrate nella sfera privata”
In Via Cartesio2013/3 (n. 79), Pag 29
Chi allora mescola privato e pubblico?
Nel merito legale
La lettera dell'ufficio legale della Sorbona non è stata scritta da avvocati. Non stiamo infatti “danneggiando una persona” ma “danneggiando la sua immagine, o la sua reputazione o la sua integrità”. Allora anche noi non facciamo del male a una persona “nella sua veste” tutto questo non ha senso. E il testo è pieno di approssimazioni. Abbiamo eliminato l'articolo 1269, ovvero. Chi potrebbe discutere con chi pensa che sia normale insegnare nudo alla Sorbona, quando non è nemmeno quello di cui stavamo parlando? Preferiamo non rispondere ad affermazioni la cui incongruenza
si espone come tale d'ufficio.
Ma una domanda rimane senza risposta: da dove potrebbe venire questa storia di “un grande anfiteatro”?
Abbiamo una pista.
Seconda lettera: cancellazione della foto dall'articolo di stampa
La pista del grande anfiteatro

La foto della lettera indirizzata a 25 destinatari da 30 si è infuriata per la pubblicazione di una foto per la stampa
Una lettera datata 4 giugno 2021 è arrivata al Rettore dell'Accademia di Parigi. Il testo di questa lettera lascia senza parole di fronte a una tale ondata di “cultura dell’annullamento”. Altrove avrebbe fatto scandalo; ma nelle università parigine è diventato un luogo comune. I trenta firmatari di questo testo, tra cui alcuni ricercatori, indirizzato a venticinque destinatari, ritornano sul punto che è rimasto loro in gola e che motiva la loro rabbia:

Dalla sua creazione, sul sito dell’“Osservatorio” sono stati pubblicati decine di articoli che valorizzano il lavoro di studiosi specializzati in questi ambiti di studio, poi diffusi in numerosi organi di stampa, in particolare Le Point che ha pubblicato l'appello dell'“Osservatorio” accompagnato dalla fotografia allegata alla nostra lettera.
citazione dal terzo paragrafo della lettera inviata dai wakes
La foto la conoscete: è quella che ha fatto da copertina all'articolo di Point che abbiamo avuto la fortuna di poter fare insieme nel grande anfiteatro della Sorbona. Anche la conclusione della lettera è minacciosa e sembra prevedere l’idea di fare pressione sulla Stampa affinché rimuova – cancellatore – la foto:
Sorpresi da un lato […] che agendo in questo modo la Cancelleria mantenga una certa vaghezza su un eventuale riconoscimento di questo “Osservatorio” che di fatto non ha alcun legame istituzionale, le saremmo grati se potesse chiarirci in quali condizioni l'evento ha potuto svolgersi in questa prestigiosa location e ha avuto ampia risonanza mediatica. Che cosa avete intenzione di fermare questo uso abusivo?
citazione dal quarto paragrafo della lettera inviata dai wakes
“Basta con questo uso abusivo”.
Allora ci torniamo un attimo: la nostra foto è un “uso abusivo” del grande anfiteatro. Un “uso abusivo” che va fermato. Capisci: la foto deve essere rimossa dalla stampa. Ma d'altra parte, insegnare nudo mentre si parla del proprio ano come territorio? Oh no, va bene.
In quale paese si chiede a chi detiene il potere di riscrivere la storia, di mettere la museruola alla stampa, di cambiare le foto? Oh sì, è alla Sorbona.
Culo nudo nel grande anfiteatro
Comprendiamo quindi meglio la lettera che è stata inviata all'Osservatorio dall'ufficio legale e che l'incompetenza di tutti ha reso difficile la lettura. Approfittando della tutela funzionale di cui l'agente ha beneficiato per ragioni che non hanno nulla a che fare con il nostro articolo, ha abusato di questo contatto con i servizi legali per ampliare l'ambito della tutela della sua persona a quello degli interessi del grande anfiteatro. Sicuramente avrà cercato di spiegare confusamente che l'articolo le è dannoso, ma che inoltre bisognerebbe ritornare su questa storia del grande anfiteatro e della foto stampa scattata da Le Point. Cosa di cui probabilmente il povero ufficio legale non avrà capito nulla, trasformando la narrazione in: “la foto di lei nuda nel grande anfiteatro va rimossa”.
Povera Università…
Questo cambiamento di significato è all’origine di un cambiamento nella scienza.