Riproduciamo, con il loro consenso, l'articolo qui pubblicato: https://woke-machine.org/en/tracts/tract_27
L’uso diffuso dei numeri arabi è una forma inaccettabile di appropriazione culturale. Invisibilizzando il loro patrimonio matematico, contribuiamo al pregiudizio e alla stigmatizzazione delle popolazioni arabe e indiane. È giunto il momento di tornare ai numeri romani per evitare l’appropriazione culturale e ancorare le nostre scienze al nostro patrimonio culturale occidentale. L'uso di numeri arabi o romani, a seconda della cultura dell'utente, avrebbe l'immenso vantaggio di valorizzare le nostre diversità e la loro convivenza nella nostra vita quotidiana.
Argomentazioni scientifiche
Una scandalosa invisibilità
L'uso dei numeri arabi è così diffuso che è facile dimenticare che non hanno avuto origine in Europa. Sviluppati in India nel primo millennio d.C., questi numeri furono successivamente adottati dai matematici arabi, prima di essere introdotti in Europa nel Medioevo. Sebbene l’adozione dei numeri arabi abbia avuto un impatto positivo sullo sviluppo della matematica in Occidente, è importante considerare le implicazioni culturali del loro uso diffuso. In effetti, l’onnipresenza dei cosiddetti numeri “arabi” costituisce una forma inaccettabile di appropriazione culturale. Chiamandoli “arabi”, oscuriamo il contributo cruciale dell'India alla storia della matematica; utilizzandoli senza la minima specificazione, ce ne appropriamo e promuoviamo una visione occidentale-centrica della storia della scienza.
Torniamo ai numeri romani: un'opzione essenziale
Un ritorno ai numeri romani, sistema numerico di origine europea, in alternativa ai numeri “arabi” offrirebbe diversi vantaggi. Da un lato ciò significherebbe una chiara rinuncia a questa appropriazione culturale. D’altra parte, anche se i numeri romani, con la loro struttura additiva, sono ovviamente meno maneggevoli e meno adatti a calcoli complessi rispetto ai numeri arabi, ci permetterebbero di umiliarci e di sentire, attraverso questa difficoltà, l’oppressione che la nostra visione coloniale ha mostrato nel corso dei secoli.
Celebrare la diversità
L'uso dei numeri “arabi” e romani, a seconda della cultura dell'utente, nella nostra vita quotidiana sarebbe un modo semplice ma potente per valorizzare le nostre diversità culturali e promuovere la loro armoniosa convivenza. I numeri, gli elementi fondamentali del nostro sistema digitale, sono onnipresenti nella vita moderna. Integrando questi molteplici sistemi numerici nella nostra vita quotidiana, abbracceremmo la ricchezza del nostro patrimonio culturale e sottolineeremmo la nostra apertura alla diversità. La coesistenza di numeri arabi e romani (e forse altri) testimonierebbe la nostra capacità di convivere nel rispetto e nella comprensione reciproci. Valorizzando le nostre differenze anziché vederle come barriere, rafforzeremmo la tolleranza e l’inclusione all’interno della nostra società. Adottare questo approccio inclusivo nell’uso dei numeri sarebbe un modo per favorire l’accettazione della diversità e promuovere una cultura di rispetto e pace.