Universalismo accademico

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Universalismo accademico

Samuele MAYOL

Dal 12e secolo l’università francese ha gradualmente forgiato una tradizione di universalismo, prima cristiana poi via via obiettiva e ragionata. Nell’ambito di questo universalismo, la nostra università ha lavorato affinché lo spirito dell’Illuminismo, molto prima che esistesse ufficialmente, fosse il fondamento di tutti i suoi insegnamenti. Sin dalla Rivoluzione francese, la nostra università ha lavorato per garantire questouniversalismo repubblicano, una dottrina di origine francese portata avanti da famosi accademici può essere considerata come un modello ideale universale.

Questo ideale descrive la Repubblica come una e indivisibile, all'interno della quale tutti i cittadini hanno uguali diritti. Tuttavia, da diversi mesi, l’università è posta al centro della lotta per i valori della Repubblica. Episodi legati all'offensiva di estremisti di ogni genere sono all'ordine del giorno. Alcuni, attraverso posizioni estreme, tentano addirittura di mettere in discussione le fondamenta stesse della nostra Repubblica

In nome di questo universalismo non dobbiamo in nessun caso temere che i dibattiti entrino nelle nostre università. In Francia la ricerca è gratuita. È quindi normale che questo tipo di dibattito entri nelle università. Si tratta dell'indipendenza dei docenti-ricercatori, riconosciuta come principio costituzionale.

Nessuno deve temere che la ragione si eserciti su tali concetti, anzi. Una condizione è però essenziale: è positivo dal punto di vista della ricerca e delle conoscenza che questo tipo di tema, come tutti gli altri, venga affrontato.

Ora, non lasciamoci ingannare dall'uso che estremisti di ogni genere hanno sempre voluto fare dell'università. Oggetto del desiderio perché lo è l'Università che certifica e struttura la conoscenza degli adulti di domani, è ambito dal capitalismo e da ogni fanatismo. Ieri l’estrema destra ha cercato di fare di una grande università di Lione il laboratorio dei suoi esperimenti ideologici all’interno di un contesto molto razzista. Istituto di Studi Indoeuropei; oggi ci provano i difensori dell’indigenismo forzare le porte delle nostre università predicare l'odio, racisme, antisemitismo, il separatismo et etnia.

Laicità: una grande sfida

La comunità universitaria si trova quindi di fronte a una sfida importante: quella di non lasciarsi trasportare sulla strada della negazione dei nostri valori e di mettere costantemente in discussione la legittimità di coloro che invita al suo lavoro. Se si vuole aprire un dibattito all'interno dell'università, quest'ultima, per tradizione, con la sua grande storia, dovrà invitare solo ricercatori che dispongano di un vero corpus scientifico da proporre e che poi interverranno in qualità di accademici.

Gli altri non hanno alcuna legittimità per esprimersi nell'ambito di un seminario di ricerca. Gli attivisti di ogni tipo non dovrebbero confondere la piattaforma di un incontro con la piattaforma di un anfiteatro.

Il ruolo dell'Università è proprio quello di promuovere la ricerca e solo la ricerca. Tutto l'insegnamento si basa sulla ricerca accademica riconosciuta a suo tempo da altri accademici. Rinunciare a questo ideale significa correre un rischio mortale per la coesione nazionale, significa indebolire ancora una volta l’importanza degli intellettuali nel nostro Paese, significa consegnare parte della nostra gioventù a delinquenti che, con il pretesto di accademismo, tentano di estinguere il spirito dell'Illuminismo. L’Università non deve essere il prossimo territorio perduto della Repubblica e ha un ruolo fondamentale da svolgere, soprattutto in questi tempi difficili in cui la Repubblica è così spesso attaccata.

L’università è universalismo.

E come tale, l’università francese, più di ogni altra università al mondo, deve risplendere nel mondo, portando in sé i valori fondamentali dello spirito dell’Illuminismo. 

Attraverso il loro impegno contro l'oppressione religiosa e politica, i membri dello spirito dell'Illuminismo si consideravano un'élite avanzata che lavorava per il progresso mondiale, combattendo l'irrazionale, l'arbitrario, l'oscurantismo e la superstizione dei secoli passati. Hanno proceduto a rinnovare la conoscenza, l'etica e l'estetica del loro tempo. L'influenza dei loro scritti fu decisiva nei principali eventi della fine del XVIII secolo.e secolo che sono la Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti e la Rivoluzione Francese.

Dobbiamo ripristinare lo spirito dell'Illuminismo. 

Per riuscirci tutta la Repubblica deve rimboccarsi le maniche. E come ai tempi di Cartesio, Diderot, D'Alembert o Montesquieu, è grazie a un'università forte e radiosa che ci arriveremo.

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