Rapporto sulla lettura del libro Comprendere la rivoluzione del risveglio, di Pierre Valentin
Pierre Valentin si è posto l'obiettivo di comprendere il Wokismo prima di distruggerlo, e questo è un atteggiamento raccomandabile. Fu tra i primi a situare il fenomeno, a descriverlo nelle sue diverse manifestazioni, a sensibilizzare l'opinione pubblica sul fatto che non si trattava di una crisi di originalità giovanile ma di una sorta di ondata che metteva in pericolo i principi basilari del pensiero e dell'analisi.
Il libro di Pierre Valentin offre uno sguardo originale su questa nuova rappresentazione del mondo e questo sguardo è attraente. I fatti, anzitutto, nell'introduzione, per avvisare il lettore del clima deleterio che regna nel mondo accademico degli Stati Uniti... e questo non è recente! Un'ottima definizione quindi, che abbraccia tutte le opzioni della “woke revolution”. Anche un importante punto semantico: chi ha inventato il termine? Le invenzioni etimologiche di Policar o Dupuis-Déri sono chiaramente minate...
Fin dal primo capitolo merita attenzione un’analisi originale: “ l’ideologia sveglia è solo pura negazione », ci racconta l'autore (p. 29). E lo dimostra in modo meticoloso e convincente. Sono descritti in maniera straordinaria il modo in cui ogni riflessione viene eliminata dal Wokismo, fino a escludere il dibattito, il modo in cui viene vissuta questa “rivoluzione” che non fa altro che riportarci al punto di partenza. Il confronto tra le parole scandalose delle sveglie con quelle del maialeAllevamenti di animali (Gorge Orwell), che vuole eliminare l’uomo per finire per prenderne il posto, è illuminante (pp. 53 ss.). L’inversione dei valori rientra proprio in questa “rivoluzione”, termine preso nel suo significato originario. “ Contraddizioni », titolavo un Editoriale[1]Vedi la fonte : ma questa inversione è molto più forte…
Andando sempre oltre, distruggendo sempre di più, la rivoluzione sveglia divora i suoi figli, come tutte le rivoluzioni: dal neofemminismo, le donne vengono eliminate a favore delle “donne” trans (cioè gli uomini), Gay Pride Gay gli omosessuali vengono eliminati a favore degli “uomini” trans (i trans amichevole ha sostituito il gay friendly, insomma), dall'antirazzismo si eliminano ebrei e asiatici a favore dei soli neri, e così via. Le avanguardie sono diventate retrograde... Citando Kathleen Stock, il cui libro, Ragazze materiali, di prossima pubblicazione in francese, Pierre Valentin ricorda che oggi la castrazione chimica viene offerta ai giovani omosessuali che si dichiarano trans, (p. 61), mentre i gay erano riusciti, con una giusta lotta, a far vietare dalla legge le terapie di conversione. E sono proprio coloro che cercano di proteggere gli adolescenti fragili a vergognarsi di aver osato sostenere, appunto, quelle che i wakeboard chiamano erroneamente terapie di conversione.
Pierre Valentin osserva e prende appunti, e le sue analisi non solo suonano vere, ma appaiono anche come prove una volta integrate; la rivoluzione risvegliata non ha nulla da offrire: il suo unico obiettivo è distruggere. “ La distruzione della norma risulta essere più importante della difesa dell’eccezione » ci dice p. 52. Ma allora, come vivere in società? È quello” abbiamo a che fare con un movimento, non con una comunità » (p. 92)... Pierre Valentin pone altre (buone) domande: come mai questa strana ideologia colpisce e riesce a convincere menti normalmente costituite a priori? Ma è molto semplice: questi simpatici seguaci hanno semplicemente paura di perdere l'etichetta di "progressista" in favore di quella di "conservatore", e spingono il masochismo fino al punto di castigarsi per l'appartenenza alla maggioranza suprematista bianca, necessariamente suprematista, e proclamare all’unisono che, qualunque cosa facciano, saranno sempre razzisti [2]Personalmente, trovo masochista il semplice atto di acquistare un libro di Judith Butler o Robin DiAngelo – e ancor di più leggerlo!. Cita p. 105 il caso di una giovane ragazza diventata omosessuale poi transgender” in risposta alla vergogna di essere bianco »: come puoi essere sicuro di essere dalla parte giusta, quella degli oppressi?
Un altro aspetto dell'ideologia del risveglio è presentato molto bene, p. 111 ss. : quello della vittimizzazione estrema dei giovani (e dei meno giovani) che aderiscono a questo movimento: niente li aggredisce, niente li traumatizza, hanno bisogno spazi sicuri nelle università dove troveranno solo pari: nessuna contraddizione (poiché non c'è dibattito), e in definitiva nessuna persona di colore diverso dal loro, o di sesso diverso dal proprio, o di condizione socio-economica diversa dal proprio il suo. Ben chiusi nel loro bozzolo, come si evolveranno questi giovani? Cosa faranno nella vita professionale (nel caso in cui un giorno diventeranno adulti) se dovranno lavorare in a spiazzo ? Il mondo non è mai stato così sicuro, e loro tremano all'idea di dover mettere piede fuori e incontrare qualcuno che non è come loro... Il tempo degli hippy che giravano il mondo con un fiore nel cappello e con la mente aperta verso tutti le avventure sono finite! Addio, il pace e amore di questi odiosi boomers ! Ora tutto è soggetto a lamentele.
La conseguenza di ciò cultura della vittimizzazione è l’istituzionalizzazione della denuncia : “Mamma, tesoro! ”, direi. Mamma, in queste università è l'Amministrazione e tutte le squadre di iperprotezione che essa mette in atto, spesso nell'ambito del DEI (diversità, equità, inclusione), e che controlla l'insegnamento il cui contenuto, per soddisfare il narcisismo degli studenti, deve assomigliano a loro... Questi ultimi chiedono che non si insegnino più ai poeti bianchi, non a studiarne di più diversi (se lo meritano), ma solo “per non far soffrire gli studenti” (p. 113). Il nemico comune è l'uomo bianco! Non mancano i momenti esilaranti nel libro di Pierre Valentin: come non ridere alla menzione di questa indimenticabile sequenza (p. 133), che tutti conosciamo, dove un uomo calvo e barbuto dichiara di non essere un uomo… Questo il povero Schneidermann ha perso la presenza di spirito[3]Avrei risposto che ero una macchina da cucire (o un telaio, esito…) ma non sono stata invitata sul set per questa confessione! ! Come possiamo rimanere “progressisti” in un contesto del genere?, deve essersi chiesto. Quanto a Pierre Valentin, si chiede p. 140: “Cosa impedisce a Schneidermann di scoppiare a ridere? »
L’evoluzione storica di questo cosiddetto “progressismo” è rivelatrice: nel 2013, ricorda l’autore, erano necessarie udienze “alla cieca” per promuovere la “parità” (questa parola esisteva ancora dieci anni fa!); nel 2020, invece, dovranno essere banditi per diversificare le orchestre. Dov'è la qualità? Dove, l'abilità? Dove, il merito? Tutti i pensatori di “sinistra” che hanno pubblicato in Le Monde si trovano oggi in Le Figaro, e se negli Stati Uniti i repubblicani riusciranno a eleggere il loro puledro alla fine dell'anno, sarà a causa della sommersione del partito democratico nel wokismo... nonostante gli avvertimenti di Obama del 2019! Tra i punti che mi hanno particolarmente interessato del libro di Pierre Valentin – e che non sono condivisi da tutti coloro che scrivono sul fenomeno – c'è l'idea che ciò che gli americani chiamano Teoria francese non porta da solo le premesse del wokismo; Sono convinto dell’esattezza di questa affermazione e sono sempre stato sorpreso di vedere Foucault sistematicamente incriminato… “I Foucaultiani [sono] impazziti”, dice Pierre Valentin, e non posso che sostenere questa formulazione – precisando che Foucault non lo era.
Altro punto da sottolineare, ma qui non ne sono personalmente convinto, è il pessimismo di Valentin, che egli manifesta fin dall'introduzione (p. 13) notando che “ I virologi “rassicuranti” di fronte a questa epidemia di panico morale lo hanno fatto ho sempre sbagliato” e sottolineando che il fenomeno si è diffuso solo geograficamente e a livello di violenza. Personalmente credo che il mondo abbia assorbito molte altre mode passeggere e le abbia superate: non siamo della stessa generazione. Penso che i giovani attivisti che si muovono con i loro bobocal sotto lo sguardo compiaciuto di adulti nostalgici, come il vecchio stal', fossero estasiati davanti al foruncoloso Mao-Spontex nel giugno del '68 perché credevano che la “grande serata” fosse finalmente arrivata. , scomparirà senza lasciare più tracce del mao-spontex… Sylvie Perez lo spiega nel suo libro[4]Perez S. Fine del wokeismo. La storia di una controffensiva anglosassone. Edizioni del Cerf, 2023. i segnali positivi che ci permettono di mantenere la fiducia, essendo il buon senso, in definitiva, la cosa migliore condivisa al mondo... E di questi segnali ne troviamo sempre di più. Le università americane stanno tornando una dopo l'altra ad abbandonare il mantra diversità, equità, inclusione, con grande sgomento dei benpensanti. Perché l’ideologia sveglia, ci ricorda Valentin, è un buon pensiero, per definizione.
Il libro è ricco di notazioni accurate e formulazioni piacevoli che vi lascerò scoprire. Suvvia, comunque una piccola critica all'autore: da pagina 11, e più volte in seguito, troviamo l'espressione “il colore della loro pelle”. Temo che questo “blocco” colore della pelle, che ormai troviamo ovunque, non è essenzializzante: rinchiude una categoria di persone in una sorta di rubrica univoca; Preferisco “il colore della loro pelle” che evoca un carattere contingente, del tutto minore sul piano genomico e recente su quello dell'evoluzione, e il cui unico punto di riferimento è la visibilità esterna.
Pierre Valentin fornisce, man mano che le sue analisi procedono, una bibliografia sobria ma decisiva: si tratta dei libri di Lasch, Murray, Manning & Campbell, Haidt & Lukianoff, e soprattutto quello di Pluckrose & Lindsay[5]Pluckrose H, Lindsay J. Il trionfo delle imposture intellettuali. H&O, 2021., un'opera “che riunisce[6]Ha scritto “riprende”, p. 116, ma voglio credere che sia un errore di battitura, altrimenti sarebbe una microaggressione!, ci dice, le analisi psicologiche di Haidt e Lukianoff da un lato, e le analisi sociologiche di Manning e Campbell dall'altro. Da leggere, prima o dopo quello di Pierre Valentin!