Il neofemminismo risvegliato non risparmia le pubblicazioni della Città di Parigi, come testimoniano le ultime piccolo diario del 12° arrondissement. Sul progetto di sviluppo di Place Félix Éboué, destinato a “ riqualificare la piazza a beneficio dei pedoni ", leggiamo: " Dopo diversi mesi di consultazioni con parigini, residenti locali, commercianti, ma anche con tutti gli utenti, Place Félix Éboué si trasformerà radicalmente (sic) per tutti. "
Ah, non vedo l'ora di scoprire la piazza così riorganizzata per la felicità dei passanti così come degli innamorati, e che farà la gioia anche degli appassionati di bici e scooter, automobilisti e autisti di autobus, tassisti, fornai, macellai , vigili urbani, proprietari di cani e persino venditori ambulanti, fumatori, ladri e ladri oltre a prostitute e prostitute…
Molière, Molière, perché non sei ancora tra noi a deliziarti con questi ridicoli ipocriti!
I curatori (scusate: i redattori) di questa prosa sveglia probabilmente non hanno mai sentito parlare di femminismo universalista, che invece di affermare il femminile in ogni circostanza per meglio “visibilizzare” le donne mira all’uguaglianza tra uomini e donne sospendendo la differenza di genere in contesti in cui essa non è rilevante. Loro (ah no: non “loro e loro” – basta!), ovviamente, non hanno mai letto i linguisti (in particolare quelli del nostro Osservatorio) che sottolineano l’assurdità della confusione tra sesso e genere grammaticale. Non hanno mai pensato al duplice uso del genere maschile in francese, che funge da genere neutro quando necessario, offrendoci il “resto del neutro” che ci permette di liberarci dall’assegnazione obbligatoria a una scatola identitaria. No: si sono semplicemente lasciati convincere che se non avessero seguito alla lettera la nuova moda imposta dal femminismo comunitario sarebbero stati dei cattivi sessisti reazionari – quindi inevitabili. Parleremmo ancora con loro davanti alla macchinetta del caffè se si rifiutassero di prendere in giro il prezioso ridicolo dell’attivismo sveglio?
Vigliaccheria, stupidità e conformismo, quante sciocchezze commettiamo in vostro nome! E mentre apriamo così la strada alla RN e ai suoi tentativi di assumersi la responsabilità della lotta contro la scrittura inclusiva…
Ma i nostri redattori comunali hanno riflettuto attentamente sullo spreco di carta e inchiostro inutili causato da queste lunghe frasi? In questi tempi di inflazione e cambiamento climatico, cosa fanno gli ecologisti del Consiglio di Parigi per ribellarsi a questa aberrazione?
Ah, è vero: lottano contro l’invisibilità delle donne imponendo una scrittura inclusiva!