È così che il multiculturalismo è scivolato verso il comunitarismo identitario e si sta trasformando sotto i nostri occhi in totalitarismo. Una censura selvaggia viene imposta da microcollettivi che autorizzano solo se stessi, in spregio alla legge, mentre la politicizzazione totale trasforma gli attivisti in legislatori e giudici, in nome del “tutto è politico” caro alle milizie fasciste, agli apparatchik stalinisti e i loro eredi di sinistra. E, come in ogni clima totalitario, la paura regna sovrana, nei campus americani come negli uffici dei rettori delle università francesi: paura di perdere la propria posizione, paura di perdere la faccia, paura soprattutto di ritrovarsi dalla parte sbagliata o – peggio –. ritrovarti solo.