Questa sezione raccoglie tutte le analisi classificate sotto questo tema.

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Collettivo degli osservatori

La revisione delle sentenze nel processo Paty

È tempo di rompere con queste ambiguità giuridiche che minano il contratto sociale. Il ripristino della Repubblica richiede un sistema giudiziario che definisca il terrorismo senza eufemismi, una massiccia rivalutazione della professione docente e una laicità che non ceda nulla al fanatismo. Samuel Paty non è morto affinché i suoi assassini indiretti potessero beneficiare di pene ridotte in nome di una gioventù disinformata o di un intento non sufficientemente provato. Proteggiamo il sistema di istruzione pubblica, o accettiamo il suo declino e la fine della meritocrazia repubblicana. Il tempo della clemenza è finito.

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Laura Stevens

Congedo mestruale per tutte

L'introduzione del "congedo mestruale per tutte" in alcune università francesi, negando la realtà fisiologica delle mestruazioni, confonde i confini tra uguaglianza e ideologia. Un articolo di Laura Stevens, seguito da un commento di Jacques Robert.

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Alberto Doja

Ritorno a una tesi militante

Il professor Albert Doja analizza criticamente una tesi dedicata allo status di "burrnesh" ("vergine giurata", ma anche "donna forte" in albanese). Un articolo che illustra le sfide del rigore scientifico, della storicizzazione dei concetti e della vigilanza di fronte a semplificazioni o "esoticizzazioni" che rischiano di ostacolare la comprensione e il sostegno alle lotte per l'uguaglianza.

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Marie-Jo Bonnet

Come femminista, sono stata “cancellata”

Marie-Jo Bonnet denuncia la censura a cui è sottoposta negli ambienti femministi e degli attivisti LGBT per aver espresso posizioni critiche sul matrimonio, sulla procreazione medicalmente assistita per le lesbiche e sulla transizione di genere, che considera risposte normative al malessere sociale e identitario. Le nuove norme progressiste diventano strumenti di esclusione, censura e falsificazione della storia, con il pretesto di difendere le minoranze.

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Michail Kostylev

La somma di tutti i wokeismi: cani cyborg e antispecismo queer

Dove parleremo dei cani cyborg che diventano queer e dell'intimità canina al centro della lotta anticoloniale. Mikhail Kostylev analizza un popolare articolo americano in cui l'ideologia porta alla manipolazione del linguaggio e alla negazione della realtà.

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Saverio Laurent Salvador

Il significato della nostra lotta

Un profondo capovolgimento di valori e di punti di riferimento sta oggi interessando la sfera intellettuale, educativa e sociale. Le ideologie identitarie distorcono le lotte storiche per l'uguaglianza, svuotandole di significato. È urgente ristabilire il pensiero critico, armato di conoscenza e rigore, per opporsi a questa mascherata che offusca la trasmissione della realtà.

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Emmanuelle Hénin

Gioia decoloniale

La mostra “Verso la gioia. La mostra "New Frameworks for American Art" al Brooklyn Museum, orchestrata da Stephanie Sparling Williams, offre una rilettura radicale della storia dell'arte americana invertendo i rapporti di potere: le opere di artisti non bianchi e donne sono messe in primo piano, mentre quelle di artisti bianchi sono fisicamente umiliate per forzare la consapevolezza delle disuguaglianze storiche. Questo approccio, salutato da alcuni come una necessaria decostruzione della narrazione dominante, è criticato da altri come una forma di attivismo radicale che trasforma l'esperienza museale in una dimostrazione ideologica.

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Emmanuelle Hénin

“L’insurrezione delle particolarità”: Chantal Delsol affronta il declino dell’universale – una recensione di Emmanuelle Hénin

In "Insurrection of Particularities", Chantal Delsol analizza il declino dell'universale a favore di una coscienza consapevole segnata dal relativismo, dalla dittatura delle identità e dalla messa in discussione della razionalità, che sostituisce l'emozione e l'ideologia al dibattito e alla scienza. Mostra come questa evoluzione porti a una democrazia dominata dalle minoranze, a un egualitarismo eccessivo che decostruisce ogni gerarchia e a un pensiero performativo in cui la verità è sostituita da narrazioni militanti imposte attraverso l'intimidazione. Un resoconto di Emmanuelle Hénin.

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