Questa sezione raccoglie tutte le analisi classificate sotto questo tema.

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Collettivo

Francese senza Francia: tre frasi e una dottrina

Tre dichiarazioni di Emmanuel Macron sulle lingue regionali, la francofonia africana e l'arabo in Francia rivelano la stessa confusione di fondo: quella di parlare della lingua francese senza considerarla come lingua di civiltà. Le lingue regionali non sono state nemiche della nazione; la vitalità demografica del francese in Africa non cancella la sua storia; la presenza dell'arabo in Francia non può, di per sé, ridefinire la nostra politica linguistica. Difendere il francese non significa rifiutare le altre lingue, ma piuttosto ricordare che una lingua condivisa è anche memoria, esigenza e disciplina intellettuale.

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Giacomo Roberto

Felicità nella cancellazione

In un breve, umoristico e caustico resoconto autobiografico, Jacques Robert denuncia le intimidazioni a cui sono sottoposti gli organizzatori di conferenze da parte di zelanti adulatori. La nuova cultura del cancro? 

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Pierre Rochette

La ricerca e l'insegnamento erano migliori prima?

Pierre Rochette ripercorre con durezza i suoi 44 anni di carriera, denunciando l'ascesa di una burocrazia macchinosa e assurda che ostacola seriamente la ricerca scientifica, la libertà accademica e il funzionamento dell'istruzione superiore in Francia.

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Giacomo Roberto

Il CNRS dovrebbe essere smantellato?

Jacques Robert denuncia la strumentalizzazione ideologica della scienza e protesta contro coloro che vogliono eliminare le scienze umane e sociali (HSS) dal CNRS. Proprio come le cosiddette scienze "dure", le SHS danno un contributo importante alla conoscenza del mondo. .

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Emmanuelle Hénin

Quando la medicina dimentica di non nuocere – “Il sermone di Ippocrate” di Caroline Éliacheff e Céline Masson

Nel suo "Sermone di Ippocrate", Caroline Éliacheff e Céline Masson denunciano gli eccessi ideologici della medicina transaffermativa, in particolare tra i minori, pratiche contrarie all'etica medica tradizionale e fonte di gravi danni fisici e psicologici. Basandosi su casi concreti, analisi storiche e sul rapporto Cass, chiedono una rigorosa rimedicalizzazione basata sulla psicologia, sulla prudenza clinica e sulla tutela dell'infanzia. Un rapporto di Emmanuelle Hénin.

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Vincent Tournier e Jacques Robert

Alzatevi in ​​piedi per la scienza! Sì, ma per tutti gli scienziati che sono stati emarginati...

Difendiamo la scienza: una generosa mobilitazione a favore dei ricercatori americani minacciati… che non avevamo mai visto all’opera a favore di coloro che in passato sono stati ostracizzati per reati di opinione. I pregiudizi ideologici e la correttezza politica stanno danneggiando la scienza! Attenzione alle azioni militanti che minano il rigore scientifico…

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Claudio Rubiliani

Dall'amore duro all'equilibrio Ton Porc: queste relazioni stupidamente umane

Il consenso, spesso considerato un concetto prettamente umano, esiste anche nel regno animale, ma in forme diverse e talvolta brutali. Alcune specie utilizzano strategie di seduzione ingannevoli, altre praticano la coercizione. Eppure gli esseri umani sembrano essere l'unica specie a mutilare o velare le proprie donne per affermare il proprio potere, sollevando la questione della loro stessa assurdità.

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Vincenzo Tournier

Bolle dello studioso

Un fumetto sostenuto dal Ministero dell'Istruzione Superiore spiega come riconoscere uno studio scientifico affidabile. Tuttavia, la rappresentazione del ciarlatano come un vecchio studioso bianco scatena il dibattito sugli stereotipi e sul messaggio trasmesso. Infine, il fumetto solleva una domanda più ampia: perché l'educazione scientifica sembra essere trascurata a favore di altre priorità educative?

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Leonardo Orlando

Antropologia in crisi: Elizabeth Weiss di fronte alle sfide di una disciplina politicizzata

“Stiamo perdendo la scienza”, avverte Weiss, che vede questa politicizzazione come una minaccia esistenziale. “Quando i resti vengono sepolti o distrutti, quando i musei censurano le loro mostre, non c’è più nulla da studiare. A differenza di altre discipline, una volta perduti i dati antropologici, non possono essere ricreati”.

Elizabeth Weiss resta tuttavia legata all’idea di un’antropologia ancorata alla scienza e all’esplorazione del passato. Ma la sua testimonianza, contrapponendo il rigore scientifico alle rivendicazioni identitarie, suggerisce un futuro incerto per una disciplina in cerca di senso.

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