Una delle originalità del Wokismo è certamente la sua propensione a negare la propria realtà. Non si contano più, infatti, i libri o le colonne che spiegano che il wokismo è solo una pura fantasia, una sorta di entità fittizia creata a partire da fatti insignificanti da reazionari in preda al panico morale.
Perché questa retorica di negazione? Perché tanta determinazione nel negare la realtà più ovvia? La questione è tanto più inquietante in quanto non abbiamo sperimentato un simile fenomeno con le precedenti ideologie rivoluzionarie. I seguaci del marxismo e delle sue varie branche erano, al contrario, orgogliosi della loro ideologia, che brandivano come uno stendardo – tranne quando volevano entrare in organizzazioni “borghesi”.
Ignoriamo la spiegazione come paura della repressione o perdita di opportunità nella carriera accademica. Senza offesa per i suoi fan, che esagerano con il lamento della vittima, il wokismo è ormai consolidato e diventa addirittura una chiave per accedere a posizioni e finanziamenti, anche in alcune aziende.
Suggeriremo invece due spiegazioni. La prima è il rifiuto di assumere l'etichetta ideologica. Le ideologie sono state fortemente delegittimate nel XX secolo e, anche oggi, pochi sono pronti ad accettare una simile tassonomia. La paura qui è tanto più forte in quanto il Wokismo si vanta di avere una base scientifica, che in linea di principio vieta di rivendicare un impegno militante.
La seconda ragione è che il Wokismo non è riuscito (per il momento?) a mettere sul mercato una teoria allo stesso tempo mobilitante ed emancipatrice, capace di delineare un vero e proprio progetto sociale.
Allo stato attuale il Wokismo rimane quindi allo stato gassoso. Si accontenta di denigrare l'Occidente e la sua cultura, che colma di tutti i mali, ma è incapace di proporre un'alternativa. La sua forza è la sua debolezza: sebbene abbia un esercito di sociologi che contribuiscono alla sua promozione, non ha trovato il grande autore (il messia?) capace di produrre la grande opera che risolverà le sue contraddizioni e traccerà il suo cammino.
In mancanza di qualcosa di meglio, la retorica della negazione si presenta quindi come una strategia a minor costo. Un argomento del tipo: critichi qualcosa che non esiste è accessibile a chiunque ed evita di doverlo giustificare. Ciò ci permette anche di non dare per scontato un discorso fibroso, che anche i suoi sostenitori vedono terribilmente fragile quando lo grattiamo un po'.