Gli agenti di polizia sono donne?

Gli agenti di polizia sono donne?

Collettivo

Tribuna degli osservatori
Jean-Claude Michéa mi fa notare che l'omicidio del poliziotto di Rambouillet non è stato presentato dai media come femminicidio. E' vero. Né in questo caso, né in nessun altro caso simile, l’omicidio di un agente di polizia è mai stato qualificato come femminicidio. Cosa dovremmo concludere da questo? Grazie a Monique Wittig, abbiamo imparato da tempo che “le lesbiche non sono donne”!. Grazie ai nostri giornalisti, ora sappiamo che nemmeno le agenti di polizia donne, anche quelle eterosessuali, lo sono.

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Gli agenti di polizia sono donne?

Ecco una bella pagina diAndré Perrin, “Posture mediali”, L’Artilleur, 2022.

Il 6 dicembre 1989, un uomo armato di fucile e coltello entrò in una classe dell'École Polytechnique de Montréal dove c'erano una sessantina di studenti.
Dopo aver separato le donne dagli uomini e aver ordinato loro di uscire, si rivolse loro in questi termini: “Voi siete donne, diventerete ingegneri. Siete solo un gruppo di femministe. Odio le femministe. Allora aprì il fuoco su di loro. Questo massacro, che provocò quattordici vittime, senza contare i feriti, sembra corrispondere molto bene alla definizione che il Petit Robert della lingua francese dà della parola femminicidio:

“Omicidio di una donna, di una ragazza a causa del suo sesso”.

Potremmo quindi sorprenderci nel vedere questa parola applicata ai casi delle donne: sono state novanta nel 2020 quelle uccise dal coniuge. Sono a causa del loro sesso, come le vittime di un serial killer motivate dall'odio per le donne in quanto donne? Anche tralasciando i casi di donne i cui mariti le uccidono per risparmiare loro la sofferenza di una malattia incurabile, la parola femminicidio difficilmente sembra appropriata per quelli, i più frequenti, in cui l'omicidio viene perpetrato nell'ambito di una lite domestica. Non sarebbe più attuale e più rigoroso parlare di uxoricidio? A questa affermazione è stato obiettato che nel diritto romano, al tempo di Augusto, l'uxoricidio designava il diritto del marito di uccidere la moglie quando questa veniva colta in flagrante adulterio nel domicilio coniugale. Questa obiezione presuppone però che il significato delle parole sia fissato nel loro significato originario e non possa evolversi con il tempo e le consuetudini: dovrebbe allora applicarsi anche a quella del femminicidio, la cui origine risale a Carol Orlock e Diana Russell che la diedero, circa 45 anni fa, il significato di “omicidio di donne commesso da uomini perché sono donne”.

Perché concedere al femminicidio ciò che rifiutiamo all’uxoricidio? Tuttavia, l’uso ormai comune della parola femminicidio solleva un certo numero di difficoltà. Quando un uomo uccide la sua compagna perché lei vuole lasciarlo, la uccide perché è donna o perché vuole lasciarlo? E se è una donna ad uccidere il compagno o la moglie si tratta di femminicidio? E se è un uomo ad uccidere il proprio compagno nelle stesse condizioni, si tratta di viricidio? E nei casi in cui è la donna ad uccidere il marito o il compagno, che rappresenta circa il 20% degli omicidi coniugali, come
dovremmo dare un nome alla cosa? Si tratta di un semplice omicidio, il che significherebbe che lo elimina come membro della razza umana e non come marito insopportabile o rappresentante di un sesso maschile ritenuto violento e dominante per natura?

Jean-Claude Michéa mi fa notare che l'omicidio del poliziotto di Rambouillet non è stato presentato dai media come femminicidio. E' vero. Né in questo caso, né in nessun altro caso simile, l’omicidio di un agente di polizia è mai stato qualificato come femminicidio. Cosa dovremmo concludere da questo? Grazie a Monique Wittig, abbiamo imparato da tempo che “le lesbiche non sono donne”!. Grazie ai nostri giornalisti, ora sappiamo che nemmeno le agenti di polizia donne, anche quelle eterosessuali, lo sono.

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