Il picco è alla Sorbona

Il picco è alla Sorbona

François Rastier

François Rastier è direttore di ricerca onorario al CNRS e membro del Laboratorio per l'Analisi delle Ideologie Contemporanee (LAIC). Ultimo lavoro: Piccola mistica del genere, Parigi, Intervalles, 2023.
Dopotutto, la laicità sembrerebbe solo una vergognosa islamofobia, visto che la Rabier attacca a lungo Dominique Schnapper. È vero che secondo Rabier lei è "a capo" degli "imprenditori dell'inquisizione impegnati a rettificare le deviazioni 'islamo-sinistra' di cui soffrirebbe la comunità universitaria". Ma perché sottolineare che Dominique Schnapper è “figlia di un intellettuale ebreo”? (Raymond Aron). Dovremmo temere che sia islamofobica di nascita?

contenuto

Il picco è alla Sorbona

Alla Sorbona, il soffitto dell'anfiteatro Louis Liard è dipinto con un affresco, il cui dettaglio mi è sfuggito, lo ammetto, quando ho difeso lì una tesi di stato; ma per fortuna, Christelle Rabier, docente (qualificata alla ricerca diretta) presso la Scuola di Studi Avanzati in Scienze Sociali, ha appena fatto luce sul suo significato più profondo nella rivista Movimenti  da un lungo articolo dal titolo “Studenti e politici contro l’”islamo-sinistra” (n° 112 inverno 2022).

Per mancanza di spazio e probabilmente per mancanza di competenze, tratterrò qui solo la descrizione di questo affresco a cavallo delle pagine 46/47: 

“Commissionato nel 1882 e presentato al Salon del 1899 prima dell'inaugurazione dell'edificio nel 1903, rappresenta il sogno di un docente dove Storia, Filosofia e Scienza si rivolgono verso l'abbagliante Verità che precipita l'Ignoranza nel Nulla. Uno striscione segnala che “i giovani studiosi sono invitati a non dimenticare la verità dei loro antenati”; La storia tiene tra le mani una stele su cui possiamo leggere Gesta Dei per Francos oppure “L'azione di Dio passa attraverso i Franchi”, formula coniata dallo storico delle crociate Guibert de Nogent (1053-1125), legando così indefettibilmente il progetto universitario della Sorbona a quello di un'espansione “civilizzatrice” e coloniale. Cattolico." 

Non sappiamo perché il pittore François Schommer avrebbe rappresentato il sogno di un conferenziere (se non quello di Mme Rabier), né perché il genio laureato e discinto che regge una lastra di marmo (e non una "stele") avrebbe incarnato il Storia: l'essenziale resta la menzione provvidenziale di Guibert de Nogent.

In questo momento, il lettore sconvolto da queste considerazioni iconografiche riceve una rivelazione: “Dannazione! Ma ovviamente lo è! ". Dal titolo Gesta Dei per Francos, il progetto coloniale di a nuova crociata ispirò il fin troppo famoso “simposio della vergogna” (sic): 

“Sul soffitto dell’anfiteatro dove si è svolta la manifestazione “After Deconstruction”, alla presenza di Dominique Schnapper, Jean-Michel Blanquer, Nathalie Heinich e Vincent Tournier, possiamo ancora vedere l’allegoria dipinta da François Schommer, mentre il giovane francese La Repubblica riponeva le sue speranze nella scienza e nella colonizzazione.

 Inoltre, “intronizzato sopra coloro che da sempre pretendono di essere la “Verità abbagliante dell’Ignoranza”, questo tetto assume un significato particolare il 7 e 8 gennaio 2022. In un certo senso, questi uomini e queste donne stanno riprendendo a prendere in considerazione i fondamenti epistemologici del secolo scorso, basato sulla superiorità francese – o europea – e su una certa “fratellanza maschile”. Essi (sic) ne riconoscono la straordinaria validità tanto più facilmente in quanto (sic) condividono le basi politiche di una Repubblica imperiale non ancora laica, ma potentemente coloniale (…).”

Sarebbe scortese sottolineare la fragilità argomentativa di queste allegorie, certamente ordinarie nella complosfera dove le incriminazioni contagiose sono amplificate fino al delirio, ma ancora rare negli ambienti accademici. Non importa del resto che questa presunta ripresa della prima crociata sia stata conclusa da Gilbert Abergel, presidente del Comitato della Repubblica Secolare, il quale, prestando poca attenzione all'affresco del soffitto, si dichiarò: “di casa alla Sorbona”. 

Del resto, la laicità sembrerebbe solo una vergognosa islamofobia, visto che la Rabier attacca a lungo Dominique Schnapper: non solo "il presidente del Museo d'Arte e Storia dell'Ebraismo ha dichiarato che le persone razzializzate impedirebbero alle persone non razzializzate di studiare il razzismo" o combatterlo” ma Dominique Schnapper sembra temere attacchi ai principi repubblicani, ma prende di mira solo l'islamismo: “l'unico esempio di questa 'distorsione' menzionata dall'attuale presidente del Comitato degli anziani sulla laicità dell'istruzione nazionale: l'islamismo”. È vero che secondo Rabier lei è "a capo" degli "imprenditori dell'inquisizione impegnati a rettificare le deviazioni 'islamo-sinistra' di cui soffrirebbe la comunità universitaria".

Ma perché sottolineare che Dominique Schnapper è “figlia di un intellettuale ebreo”? (Raymond Aron). Dovremmo temere che sia islamofobica di nascita?

Per concludere, si spera provvisoriamente, la sua lotta allegorica contro i nuovi crociati, la Rabier ha ragione nell'esprimere la sua giustificata gratitudine a Pierre Bataille, Guilhem Corot, Éric Fassin, Olivier Foubert, Caroline Ibos, Isabelle Laboulais e nel scrivere il quaderno di ricerca Accademia, così ben posizionata per attestare che il cosiddetto “islamo-sinistra” non esiste e che la crociata contro la mascolinità coloniale sarà presto vittoriosa.

Auteur

François Rastier

François Rastier è direttore di ricerca onorario al CNRS e membro del Laboratorio per l'Analisi delle Ideologie Contemporanee (LAIC). Ultimo lavoro: Piccola mistica del genere, Parigi, Intervalles, 2023.

Tutte le sue pubblicazioni

Diritto di replica e contributi
Vuoi rispondere? Invia una proposta di articolo di opinione

Potrebbe anche interessarti:

Etnomarketing, ovvero come il mercato produce il comunitarismo

L'etnomarketing, concepito come un "raffinato" adattamento del marketing alle affiliazioni culturali, oggi funziona come un potente fattore di comunitarismo, reificando le identità e organizzando il mercato in "isole" etniche o religiose stabilizzate.

Per celebrare il 60° anniversario della sua università, il municipio brucia un libro

Jacques Robert denuncia la decisione del sindaco di Mont-Saint-Aignan di bruciare simbolicamente una riproduzione di un libro durante il sessantesimo anniversario dell'Università di Rouen: questo gesto rivela ignoranza, stupidità o disprezzo ideologico per la conoscenza e la cultura? 
Cosa ti resta da leggere
0 %

Forse dovresti iscriverti?

Altrimenti non importa! Puoi chiudere questa finestra e continuare a leggere.

    Registro: